Totò, frattura monocondiloidea laterale dell’omero distale.

Il caso clinico che abbiamo deciso di descrivere questo mese è la storia di Totò, un cucciolo di yorskshire di 3 mesi di età.
A causa di un trauma conseguente ad una caduta, il paziente ha riportato una frattura del condilo omerale laterale, con dislocazione del moncone osseo, in cui la linea di frattura attraversava l’epifisi, la cartilagine di accrescimento e si estendeva fino alla metafisi.
Negli animali in crescita questo genere di frattura viene definita Salter Harris di tipo IV.

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Radiografie preoperatorie.

 

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Radiografie preoperatorie

 

Le fratture articolari sono molto temute in ambito ortopedico, sia negli animali che negli esseri umani. Questo perché, per ottenere una restitutio ad integrum, è sempre necessaria una fissazione interna rigida con riduzione perfetta dei monconi. Nel caso in cui tali presupposti non venissero soddisfatti, l’esito sarebbe lo sviluppo di artrosi con conseguente dolore e limitazione del range di escursione articolare di grado variabile.

Confermata la diagnosi mediante esame radiografico ed eseguiti tutti gli accertamenti necessari, abbiamo deciso di andare in sala operatoria immediatamente. Questo perché, in caso di fratture articolari, è bene operare il prima possibile per consentire al paziente di recuperare mobilità precocemente.

Eseguita l’induzione dell’anestesia generale ed il blocco anestesiologico regionale del plesso nervoso brachiale, l’infermiera ha preparato il paziente tricotomizzando l’arto, predisponendo tutto ciò che poteva essere utile al team chirurgico ed occupandosi del riscaldamento del cucciolo (sempre indispensabile, soprattutto in caso di pazienti così giovani in cui il mantenimento di una adeguata temperatura corporea è imperativo).

La chirurgia ha richiesto circa un’ora di tempo, necessaria per ottenere la riduzione anatomica della frattura fissando i monconi mediante una vite da 2 mm ed un chiodo di Kirschner con funzione antirotazionale.

Eseguite le radiografie di controllo post-operatorie, abbiamo applicato un bendaggio sottrattivo a livello del carpo, che ha la funzione di permettere al cucciolo di muovere l’arto senza tuttavia consentirgli di caricare il peso sullo stesso. Questo è stato fatto per due ragioni: innanzitutto per proteggere l’arto nei primi giorni successivi alla chirurgia, considerando l’esuberanza del cucciolo. In secondo luogo, per consentire il precoce movimento dell’articolazione operata prioritario al fine di evitare anchilosi articolare.

 

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Radiografie post-operatorie

 

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Radiografie post-operatorie

 

Totò è tornato a casa la sera dell’intervento, e dal giorno dopo ha iniziato ad assumere farmaci antinfiammatori, antidolorifici ed antibiotici.

Ad una settimana di distanza abbiamo eseguito il primo controllo, durante il quale abbiamo rimosso i punti di sutura ed il bendaggio sottrattivo, ed abbiamo visto Totò deambulare. Essendo tutto nella norma, abbiamo quindi programmato altri due controlli settimanali ed una radiografia a distanza di 3 settimane dalla chirurgia.

Durante questo controllo abbiamo constatato l’avvenuta guarigione della frattura. Il passo successivo è stata la rimozione degli impianti mediante una piccola incisione di circa 1 cm, effettuata in anestesia generale. L’ultima radiografia è stata eseguita ad un mese di distanza, permettendoci di sciogliere la prognosi e consentendo al paziente di tornare a correre e saltare, come dovrebbe fare ogni cucciolo.

A distanza di 8 mesi dall’intervento il proprietario ci riferisce che Totò sta bene, e non ha più manifestato alcun tipo di zoppia.

 

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Radiografie ad un mese dalla rimozione degli impianti

 

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Radiografie ad un mese dalla rimozione degli impianti

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