Osteocondrite dissecante del garretto

 

Cos’è l’osteocondrite dissecante e quali sono le cause?

L’Osteocondrite dissecante, comunemente nota come OCD, è una malattia della cartilagine che può colpire diverse articolazioni del cane. Le più colpite sono la spalla, il ginocchio, il gomito ed il garretto.
In ogni articolazione del corpo le superfici ossee a contatto sono rivestite da uno strato liscio e spesso di cartilagine che agendo come un cuscino protegge l’osso sottostante dai traumi. Durante la fase di crescita quando la cartilagine è ancora sottile e delicata, microtraumi ripetuti possono portare ad una interruzione nella fornitura di sangue dai vasi capillari che arrivano attraverso l’osso. Il risultato finale è un’anomalia dell’ossificazione endocondrale con mancata ossificazione degli strati più profondi della cartilagine e conseguente ispessimento anomalo focale della cartilagine articolare. La cartilagine che si forma è quindi meno resistente alle sollecitazioni meccaniche. Questa fase è detta “Osteocondrosi”.
Quando con il prosieguo della patologia si ha la reale separazione tra questa regione di cartilagine ispessita e l’osso sottostante, la patologia viene definita “Osteocondrite dissecante”.
Sono state descritte quattro gradi di Osteocondrite dissecante. Il 1° grado, il più lieve, si identifica come una superficie articolare macroscopicamente normale con solo un piccolo difetto sotto-cartilagineo. Nel 4° grado, invece si ha una vera e propria separazione della cartilagine articolare dall’osso sottostante con la formazione di un flap.

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Esistono altre cause di osteocondrite dissecante?

La causa di Osteocondrite dissecante è considerata multifattoriale. Si pensa che, oltre ai traumi ci siano diversi fattori che contribuiscono alla formazione di lesioni OCD. Fattori genetici, la crescita rapida, squilibri ormonali, ed eccessi nutrizionali.
L’OCD è stata studiata attentamente in molte specie di animali, in particolare nel maiale, in cui l’osteocondrosi si verifica in quasi tutte le articolazioni e con una frequenza di circa l’80% dei soggetti. In questa specie è stato dimostrato sperimentalmente che incidenza e gravità sono direttamente legati alla rapidità di crescita. Questa scoperta spiegherebbe perché nel cane è una malattia limitata agli animali a rapida crescita delle razze più grandi. Tra i cani, i maschi sono generalmente più frequentemente colpiti rispetto alle femmine. La nutrizione svolge un ruolo nello sviluppo di osteocondrosi soprattutto attraverso un elevato apporto calorico. Il fatto che alcune razze siano più frequentemente affette dalla patologia suggerisce che molto probabilmente esiste una predisposizione ereditaria per l’osteocondrosi.

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In quali razze è più diffusa?

Questa patologia è segnalata prevalentemente nelle razze di grande taglia, in particolare è stata evidenziata una notevole incidenza in rottweiler, terranova, labrador retriever, golden retriever, bovaro del bernese, chow chow, rottweiller, setter, dalmata e pastore tedesco ma non è escluso che possa colpire qualsiasi razza. In particolare è stata segnalata anche in cocker spaniel, springer spaniel, Scotch terrier, whippet, border collie, beagle e anche nel barboncino.

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A che età cominciano e quali sono i sintomi?

L’età d’insorgenza della patologia è in media di 5-8 mesi.
Sembra che il dolore compaia quando le fessure che separano la zona di cartilagine calcificata e l’osso subcondrale si estendono, con la conseguente creazione di un flap che espone l’osso subcondrale al liquido sinoviale.
La sintomatologia inizia con zoppia intermittente e sottrazione del carico sull’arto interessato, oppure con zoppia persistente ed appoggio dell’arto interessato. La zoppia può essere da lieve a molto evidente con peggioramento durante l’attività fisica ed in alcuni casi anche al mattino o dopo un lungo riposo. Oltre a questo sono presenti segni clinici quali arto iperesteso ed andatura rigida, riduzione del range di movimento articolare con dolore ai movimenti passivi.

Osteocondrite dissecante del garretto 01 - Michele d'Amato

La tipica posizione seduta con l’arto esteso di un cane con osteocondrite dissecante del garretto.

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Come si fa la diagnosi di osteocondrite dissecante del garretto?

La diagnosi è inizialmente clinica. I sintomi e la visita portano ad un sospetto della patologia. Il garretto appare gonfio e dolente. Il cane si siede con circospezione, tenendo estesa l’articolazione dolorante. La conferma è però essenzialmente radiografica. Lo studio radiografico va eseguito in sedazione ed in doppia proiezione.
Nei casi più complessi può essere necessario l’utilizzo della TAC.

Osteocondrite dissecante del garretto 02 - Michele d'Amato

Studio radiografico di un garretto con osteocondrite dissecante.

Osteocondrite dissecante del garretto 03 - Michele d'Amato

Studio TAC di un garretto con osteocondrite dissecante.

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Qual e’ la prognosi per l’osteocondrite dissecante del garretto?

La prognosi di questa patologia è sempre riservata, indipendentemente dal tipo di trattamento che si decide di intraprendere. Lo sviluppo dell’osteoartrosi, dovuto principalmente all’instabilità articolare, è molto precoce e può richiedere un trattamento medico anche in seguito all’intervento chirurgico.

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Qual e’ la terapia migliore per l’osteocondrite dissecante del garretto?

Il miglior trattamento per l’OCD del garretto è l’esplorazione artroscopica dell’articolazione, la quale permette di confermare la presenza della patologia e di asportare il “flap” cartilagineo che si è staccato dalla superficie ossea. Inoltre mediante uno strumento chiamato shaver il chirurgo può stimolare la guarigione rimuovendo i tessuti ormai necrotici che rivestono il letto della lesione impedendo i normali processi di guarigione. Tale intervento è molto utile negli animali giovani in cui ancora non si è sviluppata osteoartrosi e nei soggetti che non rispondono alla terapia medica.
Per quanto riguarda i cani adulti-anziani con osteoartrosi conclamata, si consiglia invece il trattamento conservativo con riposo, riduzione dell’attività e somministrazione di FANS. Importante anche il controllo del peso ed un costante esercizio fisico mirato a rinforzare la muscolatura circostante.
Può essere anche utile la terapia con PRP (Plasma arricchito con piastrine).

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