Meno infarti grazie ai gatti.

Rischio infarti inferiore di un terzo, secondo uno studio di cardiologi americani.

Possedere un gatto può ridurre di un terzo il rischio di infarto cardiaco. E’ il risultato di uno studio presentato alla Conferenza internazionale sull’infarto cardiaco della American Stroke Association (New Orleans).

Si tratta del dato più significativo emerso da una ricerca durata dieci anni su più di 4000 americani e condotta dallo Stroke Institute della University of Minnesota. Secondo gli autori, il possesso di un animale d’affezione riduce lo stress. Anche i cani potrebbero avere lo stesso effetto, ma nello studio in oggetto non erano inclusi proprietari di cani in numero sufficiente per concluderlo. Ricerche precedenti avevano già collegato il contatto con pet a benefici cardiologici.

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Dei 4.435 americani di età compresa tra 30 e 75 anni inclusi nel secondo National Health and Nutrition Examination Study (1976- 1980), 2.435 erano proprietari (o ex-proprietari) di un gatto. Considerando la morte di qualsiasi origine, inclusi infarti ed eventi cardiaci, lo studio ha rilevato che in un periodo di 10 anni i proprietari di gatti mostravano un rischio di morte per infarto cardiaco il 30% inferiore, rispetto ai non proprietari.

Altri esperti obiettano che il risultato non prova un nesso causale, ma soltanto un legame tra il possesso di un gatto e un minor rischio di infarto; il legame vero potrebbe esserci con la personalità e lo stile di vita dei proprietari di gatti, piuttosto che con il fatto di possedere un gatto. Chi ha un gatto potrebbe tendere ad avere una personalità meno incline allo stress e meno ansiosa.

Sul fronte veterinario, Lawrence McGill (technical vice-president e patologo veterinario presso gli ARUP Laboratories di Salt Lake City, Utah) avanza una ragione plausibile circa il fatto che i gatti possano ridurre lo stress più dei cani. I gatti sono animali tranquilli che chiedono di essere accarezzati e sarebbe l’accarezzamento a ridurre il livello di stress e in alcuni casi la frequenza cardiaca e la pressione ematica del proprietario. Il cane invece richiede più attenzioni e cure, quali la passeggiata a fine giornata lavorativa e la nutrizione a orari abituali, mentre il gatto si amministra in maniera più indipendente.

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