Instabilità della spalla

"L’instabilità di spalla, anche nota come sublussazione dell’articolazione scapolo-omerale, è una causa di zoppia dell’arto anteriore conosciuta da tempo nella specie canina."

 

Cos’è l’instabilità della spalla?

L’instabilità di spalla, anche nota come sublussazione dell’articolazione scapolo-omerale, è una causa di zoppia dell’arto anteriore conosciuta da tempo nella specie canina. La patologia è caratterizzata da un aumento anomalo del range di movimento articolare. Le cause non sono ancora state chiarite del tutto ma si ritiene che il perpetuarsi di episodi traumatici di modestà entità, ripetuti nel tempo, possano esitare in lesioni di quelle strutture teno-legamentose deputate alla stabilità dell’articolazione: il risultato finale è la sublussazione della spalla. La direzione dell’instabilità può variare, verificandosi sul piano medio-laterale, cranio-caudale o essere multidirezionale: la prima situazione è senza ombra di dubbio quella più frequente. Le strutture che possono risultare danneggiate sono generalmente i legamenti gleno-omerali (mediale o laterale), il tendine del muscolo sottoscapolare ed il tendine del muscolo bicipite brachiale.

Diagnosi radiografica: lassità della spalla.

Diagnosi radiografica: lassità della spalla.

Diagnosi radiografica: instabilità della spalla.

Diagnosi radiografica: instabilità della spalla.

Diagnosi radiografica: instabilità grave della spalla.

Diagnosi radiografica: instabilità grave della spalla.

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Quali animali colpisce?

Pur potendo colpire cani di ogni razza, si riscontra soprattutto nei soggetti di taglia media e grande, particolarmente attivi. E’ dimostrato anche che animali anziani con grande impoverimento muscolare, siano più sensibili a traumi ripetuti anche se non di elevata importanza.
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Come si fa la diagnosi?

I cani colpiti da instabilità della spalla hanno tipicamente un’anamnesi di zoppia cronica, a volte intermittente, che non risponde efficacemente ai trattamenti con farmaci antinfiammatori. La visita ortopedica è fondamentale per localizzare la sede della zoppia, consentendo al medico di valutare l’eventuale presenza di dolore durante la manipolazione della spalla, oltre ad un’atrofia di vario grado dei muscoli di quest’area. Sebbene la maggior parte delle instabilità della spalla siano legate a patologie dei mezzi di stabilità mediali, è estremamente importante identificare con precisione quale sia la direzione dell’instabilità, considerando che il trattamento può variare in base a quest’ultima. Per tale ragione, in alcuni casi può essere necessario sedare leggermente l’animale, in modo che siano consentite le manovre ortopediche necessarie alla diagnosi. Per valutare l’instabilità mediale della spalla, si esegue generalmente la palpazione dell’articolazione con l’arto abdotto. Nonostante si consideri normale, in genere, un angolo di abduzione che rientri nel range di 35°-45°, va detto che esiste una notevole variabilità individuale circa questo parametro; alla luce di ciò, è sempre consigliato valutare tale angolo anche nell’arto sano, ed utilizzare il valore ottenuto come punto di riferimento. L’esame radiografico della spalla può risultare normale, mentre in alcuni casi può mostrare i segni dell’osteo-artrosi.
Un altro mezzo diagnostico utile alla diagnosi di questa patologia, è l’ecografia. Nel nostro centro eseguiamo questo esame avanzato che permette di valutare i danni a carico delle strutture legamentose e pianificare la terapia idonea.
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È utile l’artroscopia per fare la diagnosi?

SI, Il mezzo diagnostico più utile per ottenere una diagnosi precisa di questa patologia è senza dubbio rappresentato dall’artroscopia: questa tecnica permette di emettere diagnosi di certezza, aiutando notevolmente l’ortopedico in quei casi in cui la valutazione clinica dell’instabilità è stata difficoltosa, e quando i riscontri radiografici ed ecografici non sono stati sufficienti ad emettere una diagnosi di certezza. L’indagine artroscopica permette inoltre di ottenere immagini estremamente accurate delle superfici articolari, consentendoci di valutare nel dettaglio l’entità dei cambiamenti degenerativi della cartilagine. I reperti che si possono riscontrare con l’utilizzo dell’artroscopia sono rappresentati da segni di lesioni o di lassità a livello del legamento gleno-omerale mediale o laterale, della porzione tendinea del muscolo sottoscapolare, del muscolo bicipite brachiale (approfondisci  “Tenopatia del muscolo Bicipite Brachiale”), oltre all’evidenza di un’erosione cartilaginea superficiale a livello dell’area caudale della testa dell’omero.
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