Duplice osteotomia pelvica (DPO)

L’intervento di Duplice Osteotomia Pelvica (DPO), derivato dalla tecnica originale chiamata Triplice Osteotomia Pelvica (TPO) messa a punto nel 1986 dal chirurgo americano Barclay Slocum, è una tecnica chirurgica atta ad arrestare lo sviluppo della displasia dell'anca.

Trattamento chirurgico della displasia dell’anca

 

Che cos’è la duplice osteotomia pelvica (dpo)?

L’intervento di Duplice Osteotomia Pelvica (DPO), derivato dalla tecnica originale chiamata Triplice Osteotomia Pelvica (TPO) messa a punto nel 1986 dal chirurgo americano Barclay Slocum, è una tecnica chirurgica atta ad arrestare lo sviluppo della displasia dell’anca.

Duplice Osteotomia Pelvica - 01 - Michele d'Amato
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Quando è indicato un intervento di duplice osteotomia pelvica (DPO)?

La tecnica chirurgica è consigliata nei cani (fino a 9 mesi di età), nei quali sia stata riscontrata un’alta suscettibilità allo sviluppo di displasia dell’anca di tipo acetabolare.
I parametri sui quali il veterinario si deve basare per proporre un intervento di DPO sono ben precisi e standardizzati.
Innanzitutto va ricordato che la suscettibilità allo sviluppo di displasia dell’anca nei cuccioli non si può valutare senza eseguire una visita ortopedica completa ed un esame radiografico approfondito. Ricordate che, per proporre un intervento di DPO, non è MAI sufficiente eseguire una sola radiografia del bacino. Questo perché, prima di decidere se procedere con la chirurgia, è indispensabile avere una visione tridimensionale dell’anca ed eseguire una valutazione dinamica della stessa: questi obiettivi si ottengono mediante una radiografia ventro-dorsale standard (la classica radiografia con il cane supino), una radiografia ventro-dorsale con distrazione (viene utilizzato uno strumento che serve a misurare la lassità articolare del cane) ed una radiografia definita “DAR” (fondamentale per valutare lo stato e l’inclinazione del margine dorsale dell’acetabolo). Senza queste lastre e senza la misurazione degli angoli di sublussazione e di riduzione (valutati durante la visita in sedazione), non si può e non si deve mai proporre un intervento di DPO.
Questi concetti sono fondamentali, in quanto la DPO non è indicata in tutti: alcuni pazienti non necessitano di alcun intervento chirurgico, così come altri sono in uno stadio della patologia talmente avanzato per cui la DPO non darebbe il risultato desiderato.
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Come viene eseguita una duplice osteotomia pelvica (DPO)?

Dopo questa importante introduzione, andiamo a parlare dell’intervento in sé, presentato per la prima volta come studio in vitro nel 2006 da P.H. Haudiquet e J.F. Guillon, durante il congresso della Società Europea di Ortopedia e Traumatologia Veterinaria (ESVOT) a Monaco. In quanto tecnica nata per impedire lo sviluppo della displasia dell’anca in animali in accrescimento, ha un obiettivo ben preciso: limitare lo sviluppo dell’artrosi annullando la tendenza dell’anca a sublussarsi.

La DPO si basa sul concetto secondo il quale, isolando chirurgicamente il segmento acetabolare, è possibile ruotare lo stesso ventralmente ed annullare la tendenza della testa del femore ad uscire dall’acetabolo. Per isolare quest’ultimo vengono eseguite due osteotomie (dei tagli chirurgici dell’osso, ottenuti mediante appostiti osteotomi e seghe oscillanti), una a livello del pube ed una a livello dell’ileo. Nella seconda parte dell’intervento viene applicata una placca da osteosintesi appositamente progettata, che consente di fissare il bacino nella posizione desiderata, ottenendo una rotazione proporzionale all’angolazione della placca che abbiamo deciso di utilizzare. La durata dell’intervento è di circa un’ora, viene eseguito in anestesia generale e, nella nostra struttura, il controllo del dolore viene ottenuto mediante anestesia epidurale. Nella maggior parte dei casi i pazienti vengono dimessi il giorno stesso dell’intervento, dopo essere stati sotto il costante controllo di un anestesista e di un’infermiera nelle primissime ore post-operatorie.

Duplice Osteotomia Pelvica - 02 - Michele d'Amato

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Esistono impianti chirurgici appositamente progettati, che rendano più sicure la chirurgia e la gestione post operatoria di questo tipo di intervento?

Le molte criticità della originale Triplice Osteotomia Pelvica (TPO) si dovevano anche alluso di placche tradizionali, seppur create per questa particolare tecnica chirurgica. Il passaggio alla meno invasiva e pericolosa Duplice Osteotomia Pelvica (DPO) è stato possibile grazie all’avvento di sistemi di placche e viti con caratteristiche assolutamente uniche ed innovative, chiamati sistemi “AD ANGOLO STABILE” o “A STABILITA’ ANGOLARE”.
La caratteristica primaria di tali sistemi di sintesi ossea è il fatto che le viti oltre ad avvitarsi nell’osso, creano un vincolo stabile anche con la placca stessa, rendendo tutto il sistema molto più solido e resistente alle sollecitazioni. Nella nostre chirurgie utilizziamo solo placche e viti espressamente disegnate per la tecnica DPO, appartenenti alla categoria dei sistemi “AD ANGOLO STABILE”.

Duplice Osteotomia Pelvica - 03 - Michele d'Amato

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Il post operatorio della duplice osteotomia pelvica (DPO) è impegnativo?

No, a patto che si seguano alcune norme di condotta utili a gestire in sicurezza l’attività del vostro cane nel periodo post operatorio.
La corretta gestione postoperatoria è infatti importante quanto l’intervento stesso.
La stretta collaborazione tra proprietario e medico veterinario è alla base del successo della chirurgia.
La calcificazione ossea richiede circa 2 mesi ed in tale periodo è necessario evitare eccessive sollecitazioni come corse e salti, poiché durante questi mesi oltre al rischio di ritardata o mancata consolidazione, è possibile la mobilizzazione degli impianti, evenienza estremamente pericolosa.

Informazioni utili per la corretta gestione di un intervento di DPO.

 

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È possibile operare due anche contemporaneamente?

Nel caso in cui fosse indicato l’intervento di DPO su entrambe le anche, preferiamo generalmente intervenire prima su un emibacino e, a distanza di 2-3 settimane , sull’altro. Questo non sempre è possibile, ad esempio nel caso di pazienti che sono al limite di età o in cui, per diversi motivi, non è consigliabile rimandare l’intervento. I questi casi è possibile eseguire la DPO su entrambe le anche durante la stessa chirurgia, a patto che il cane non sia di taglia eccessivamente grande o di peso elevato e che la gestione post-operatoria da parte dei proprietari sia impeccabile.

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Dove trovare ulteriori approfondimenti sulle indicazioni, la tecnica chirurgica ed i risultati?

Potrete trovare altre informazioni interessanti nella Tesi di laurea in Medicina Veterinaria, della Dottoressa Federica Ferraro dal titolo “IMPIEGO DI SISTEMI DI OSTEOSINTESI A STABILITA’ ANGOLARE NELLA DUPLICE OSTEOTOMIA PELVICA (DPO)”, presentata nell’anno accademico 2014-15 alla Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli studi di Teramo.
Relatore Prof. M. Mariscoli, Correlatore Dott. Michele d’Amato

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