Displasia dell’anca nel cane: DPO meglio della TPO

La duplice osteotomia pelvica (DPO), ha in questi anni riacceso l’interesse chirurgico verso la correzione precoce della displasia dell’anca nel cane, affievolitosi di recente a causa della crescente criticità verso la tecnica antesignana, la triplice osteotomia pelvica (TPO). Aldo Vezzoni (Med Vet, SCMPA, Dipl ECVS, Cremona) ha presentato e descritto la tecnica DPO, in una relazione intitolata “La DPO, una nuova osteotomia correttiva della pelvi nelle forme displasiche giovanili” al 62° Congresso nazionale SCIVAC.

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La criticità verso la TPO è nata soprattutto a causa delle frequenti complicazioni e dei limiti dell’intervento, quali l’allentamento dell’impianto, il restringimento del canale pelvico, l’eccessiva copertura acetabolare della testa del femore, la debolezza strutturale della pelvi, la maggiore morbilità soprattutto negli interventi bilaterali, oltre che per la crescente diffusione della protesi d’anca.

Nel 2006, durante il congresso ESVOT (Monaco di Baviera), furono presentati da Haudiquet e Guillon i risultati della sperimentazione in vitro della tecnica DPO, che prevedeva l’esecuzione dell’osteotomia di ileo e pube mantenendo integro l’ischio.

L’applicazione della tecnica DPO sui nostri cani, ha consentito di ottenere, ha commentato Vezzoni, una correzione migliore rispetto alla TPO, con una morbilità molto ridotta rispetto a quest’ultima. In particolare, la tecnica consentiva di ottenere una copertura acetabolare della testa femorale compresa tra il 50 e il 72% contro i valori superiori al 90% generalmente ottenuti con la TPO.

La minore frequenza di cedimento degli impianti, grazie a una fissazione più robusta e stabile dell’osteotomia iliaca, determinava una riduzione delle complicazioni. La conservazione della geometria pelvica era un ulteriore vantaggio della DPO, contribuendo alla andatura normale dei soggetti trattati.
La minore morbilità postoperatoria consentiva inoltre l’intervento bilaterale.

La tecnica chirurgica DPO appare lievemente più complessa rispetto alla TPO, ha concluso il relatore, soprattutto per la difficoltà di maneggiare e ruotare il segmento iliaco acetabolare, ma tale difficoltà è compensata dalla mancata osteotomia ischiatica. La DPO rappresenta quindi, secondo l’autore, un notevole miglioramento dell’intervento di osteotomia pelvica per il trattamento precoce della displasia dell’anca nel cane rispetto alla TPO, rendendo quest’ultima una procedura non più auspicabile.

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