Displasia del gomito

"...insieme di condizioni patologiche, tipiche dell’età dello sviluppo, il cui esito è rappresentato da un’osteoartrosi di grado variabile a carico dell’articolazione omero-radio-ulnare (il gomito)..."

 

Che cos’è la Displasia del Gomito?

Con tale termine ci si riferisce ad un insieme di condizioni patologiche, tipiche dell’età dello sviluppo, il cui esito è rappresentato da un’osteoartrosi di grado variabile a carico dell’articolazione omero-radio-ulnare (il gomito).
Secondo la classificazione proposta nel 1993 dall’ International Elbow Working Group (IEWG), le modificazioni morfologiche che vengono incluse all’interno della definizione di “displasia di gomito” (ED) sono: la Frammentazione del Processo Coronoideo (FCP) la Osteocondrite/Ostecondrite dissecante (OC/OCD), la Mancata Unione del Processo Anconeo (UAP), infine le anomalie cartilaginee e/o l’incongruenza articolare.
displasia del gomito cane - Michele D'Amato
Da quando nel 1989 venne costituito L’International Elbow Working Group (IEWG), gruppo internazionale di studio e ricerca che si occupa di identificare, definire e classificare gli aspetti patogenetici e le manifestazioni cliniche della displasia del gomito, grandi passi avanti sono stati fatti nella definizione delle cause della displasia del gomito. Ma malgrado tutto il lavoro fatto, ancora non esiste una teoria condivisa ed univoca.
Secondo la “Teoria classica”, durante lo sviluppo del gomito (che nel cane di taglia medio-grande finisce intorno ai 7 mesi e mezzo) si verifica una differenza di crescita fra le 3 ossa che compongono l’articolazione (omero, radio ed ulna). Tale anomalia di sviluppo genera quella che viene comunemente indicata con il termine di incongruenza articolare, che non è altro che il disallineamento delle superfici articolari radio-ulnari il cui esito è un’anormale concentrazione di forze e carichi in determinati punti dell’articolazione, con conseguente danno articolare.

Se è l’ulna ad essere più lunga del radio si sviluppa attrito e pressione eccessiva tra processo Coronoideo mediale e condilo omerale mediale, con la creazione del cosiddetto “conflitto omero-ulnare” e con la possibile frammentazione del processo Coronoideo stesso (FCP).
Pur essendo la FCP la condizione di più frequente riscontro nella clinica del cane, i danni a carico del processo sono in realtà molto variabili e quindi da alcuni anni si preferisce definire la patologia come “Sindrome del Comparto mediale” o “Malattia della coronoide mediale”
Recentemente è stata teorizzata una forma di incongruenza rotazionale, legata ad una eccessiva trazione del bicipite brachiale sul processo coronoideo. Durante i fisiologici movimenti di flesso-estensione si creerebbero delle forze rotazionali che genererebbero una frizione sulla porzione mediale del processo coronoideo che porterebbe al danno sul processo stesso (FCP) ed alle tipiche lesioni sul condilo omerale (kissing lesion).
Sempre secondo la teoria classica, se invece è il radio ad essere più lungo dell’ulna, si sviluppa attrito e pressione eccessiva tra processo Anconeo e condili omerali, con la conseguente non unione del processo Anconeo stesso (UAP) che a causa della forte pressione non riesce a saldarsi nella sua posizione fisiologica rimanendo libero nell’articolazione.
Proprio a causa della grande varietà di condizioni che rientrano nel capitolo della displasia del gomito, sarebbe più appropriato utilizzare il termine di “Malattie dello sviluppo del gomito”, e valutare ogni singola forma come un’entità a sé stante, con un proprio insieme di cause e trattamenti.
Alla luce di queste considerazioni, le forme più comunemente diagnosticate nel gomito del cane sono rappresentate dalla mancata unione del processo anconeo dell’ulna (UAP), dalla frammentazione del processo coronoideo mediale dell’ulna (FCP) e dall’osteocondrite dissecante della troclea omerale OCD.
displasia del gomito cane - Michele D'Amato
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Quali animali colpisce la displasia del gomito?

La displasia del gomito è una condizione piuttosto frequente nel cane. Può colpire tutte le razze ed anche i meticci di cani di taglia medio grande e gigante, anche se in alcune di esse ( Bovaro del Bernese, Golden e Labrador retriever, Cane di Terranova, Rottweiler) l’incidenza risulta essere molto elevata (uno studio di tipo genetico condotto su 2278 Rottweiler ha rivelato una prevalenza della displasia del gomito del 46%).
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Come si fa la Diagnosi di Displasia del Gomito?

La diagnosi viene effettuata sulla base di un’anamnesi accurata, una visita ortopedica completa ed eseguendo la radiografia del gomito in doppia proiezione. Quindi anche in questo caso lo screening radiografico preventivo, effettuato quando il vostro cucciolo ha 4 mesi e 1/2 di età circa, consente di riconoscere tempestivamente la patologia. Il fattore-tempo è ancora una volta una variabile importante nel trattamento del vostro animale, considerando che una diagnosi precoce consente un altrettanto precoce intervento, in grado di garantire un’ottima ripresa funzionale del cane.
Solo nei casi caratterizzati da sintomatologia dubbia, o qualora le immagini radiografiche classiche dessero risultati incerti, può essere utile l’utilizzo della TAC. Va comunque ricordato che è l’artroscopia a permettere la visione più completa della superficie articolare, consentendo quindi di ottenere immagini molto utili in termini sia diagnostici che terapeutici.
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