Contrattura

Con il termine contrattura ci si riferisce ad un accorciamento del tessuto muscolare, cui consegue una condizione di opposizione all'allungamento del muscolo stesso.

Contrattura muscolare

 

Cos’è la contrattura muscolare?

Con il termine contrattura ci si riferisce ad un accorciamento del tessuto muscolare, cui consegue una condizione di opposizione all’allungamento del muscolo stesso. Tale evento, in fase avanzata, può essere seguito dalla sostituzione della normale architettura muscolo-tendinea con tessuto connettivo fibroso. Le cause che potrebbero essere imputate nella patogenesi delle contratture muscolari sono innumerevoli: traumi, fratture, sindromi compartimentali, patologie muscolari primarie, immobilizzazione prolungata di un arto con gessi o bendaggi ecc…
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Quali sono i muscoli più frequentemente colpiti da contrattura?

I muscoli più frequentemente colpiti sono l’Infraspinato ed il Bicipite omerale nell’arto anteriore, il Quadricipite femorale, il Gracile ed il Semitendinoso, nell’arto posteriore.
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Cos’è la tenosinovite del muscolo bicipite brachiale?

Approfondimento alla pagina dedicata.
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Cos’è la contrattura del muscolo infraspinato?

La contrattura del muscolo infraspinato è una condizione piuttosto comune nei cani di taglia medio-grande che svolgono attività sportiva, particolarmente nelle razze da caccia. Può essere monolaterale o bilaterale, anche se quest’ultima evenienza è molto più rara. Esordisce spesso con una zoppia acuta senza appoggio dell’arto anteriore, a seguito di una importante attività fisica. Dopo un iniziale miglioramento della sintomatologia, in poche settimane il paziente inizia a manifestare nuovamente zoppia, solitamente di grado inferiore rispetto all’esordio, e ad assumere una postura alterata dell’arto colpito. Questo avviene, in genere, quando buona parte del tessuto muscolare è stato sostituito da tessuto fibroso non funzionale. La condizione influenza notevolmente l’andatura del cane limitandone le attività: la progressiva contrattura del muscolo impedisce infatti una normale motilità dell’articolazione della spalla, con conseguenti movimenti anomali dell’arto e circonduzione di quest’ultimo.
In stazione il cane mostra una postura caratteristica: abduzione della spalla, adduzione del gomito, abduzione e rotazione esterna dell’avambraccio. L’esame clinico evidenzia generalmente una marcata atrofia dei muscoli della spalla, senza risposte algiche del paziente.
La causa della patologia è tutt’ora oggetto di studi: la teoria classica prevede che la contrattura, con fibrosi ed accorciamento funzionale, siano dovuti ad eventi traumatici, anche se recenti studi hanno chiamato in causa lesioni di origine nervosa e vascolare, possibili esiti di una sindrome compartimentale.
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Cos’è la contrattura del muscolo quadricipite femorale?

La contrattura del muscolo quadricipite femorale è una delle condizioni più serie che si possano riscontrare in ortopedia dei piccoli animali. Nella maggior parte dei casi rappresenta una complicanza di fratture femorali in animali giovani (può comunque colpire anche gli adulti), nonostante siano stati descritti alcuni casi di contratture congenite. Le fratture maggiormente a rischio, sono quelle che coinvolgono il femore distale (la parte vicino al ginocchio), soprattutto in caso di distacchi epifisari puri e distacchi epifisari misti coinvolgenti le metafisi (Salter Harris rispettivamente di tipo I e II) di cani e gatti in crescita.
La patologia coinvolge una serie di meccanismi, quali la rapida formazione di callo osseo tipica del paziente in crescita, il trauma muscolare e l’immobilizzazione dell’arto in estensione, che possono contribuire allo sviluppo di contrattura. A quest’ultima, se non trattata precocemente, fa sempre seguito la sostituzione delle fibre muscolari con tessuto connettivo fibroso, cui consegue lo sviluppo di aderenze tra tessuto muscolo-tendineo ed osso, fibrosi periarticolare e rischio di anchilosi del ginocchio nelle fasi più avanzate.
I pazienti hanno quasi sempre un’anamnesi di pregressa frattura femorale, spesso trattata chirurgicamente nel mese precedente alla presentazione in clinica. Il sintomo tipico è l’iperestensione del ginocchio, con riduzione della possibilità di flettere tale articolazione di grado variabile a seconda dello stadio della condizione.
Dopo diagnosi di contrattura del m. quadricipite femorale la prognosi è sempre riservata. Un precoce riconoscimento e l’ausilio di tecniche di fisioterapia adeguate possono in alcuni casi garantire un ripristino della funzionalità dell’arto, nonostante la condizione possa comunque evolvere negativamente.


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Come si fa la diagnosi della contrattura del muscolo infraspinato?

La diagnosi è clinica, in quanto la postura che acquisisce il cane affetto da tale patologia è abbastanza indicativa. La radiografia della spalla non aggiunge informazioni, mentre l’ecografia è utilissima nel mettere in evidenza con chiarezza i segni di fibrosi a carico del tendine affetto.
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Qual è il trattamento della contrattura del muscolo infraspinato?

Il trattamento di scelta è chirurgico: la tenotomia, cioè il taglio del tendine dell’infraspinato consente il ripristino di un’andatura normale, e la maggior parte dei soggetti può tornare a svolgere la medesima attività che svolgeva precedentemente all’evento patologico, in quanto gli altri muscoli della spalla compensano la mancanza di quello operato.

contrattura 01 - Michele d'Amato
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Qual è il trattamento della contrattura del muscolo quadricipite femorale?

Il trattamento chirurgico prevede lo sbrigliamento delle aderenze fibrose formatesi tra femore e quadricipite e tra condili femorali e capsula articolare. Nel caso in cui ciò non fosse sufficiente a ripristinare un movimento soddisfacente, si può tentare di allungare il complesso muscolo-tendineo mediante tecniche quali la plastica muscolare o il rilasciamento dell’origine dei capi del muscolo.
La prima tecnica prevede l’incisione del quadricipite e del tessuto fibroso al fine di ottenere e mantenere una lunghezza accettabile del complesso muscolare. La seconda tecnica prevede l’incisione delle origini del gruppo muscolare a livello della porzione prossimale del femore e del bacino, per permettere lo scivolamento distale del muscolo. Per evitare la recidiva della contrattura applichiamo temporaneamente la fissazione esterna e l’uso di elastici ed altri ausili dinamici.
Va inoltre ricordata l’importanza della fisioterapia post-operatoria, sempre fondamentale. Senza di essa vi è un alto rischio di recidiva.
Tutte le tecniche chirurgiche mirano al ripristino della funzionalità dell’arto che, in caso di successo, resta comunque parziale in buona parte dei casi. Fondamentale è la tempestività con la quale si affronta la patologia. I migliori risultati si ottengono su pazienti con patologia in fase iniziale.
In ultimo va detto che, nonostante tutte le considerazioni fatte finora, in un’alta percentuale di casi la contrattura del quadricipite evolve in una condizione talmente grave che rende impossibile evitare l’amputazione dell’arto interessato.
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